Il Volontariato in Italia: qualche dato e curiosità - La Città dell'Energia

La Città dell'Energia, 23 Febbraio 2022

Il Volontariato in Italia: qualche dato e curiosità

AGN ENERGIA
Sono diversi milioni le persone che ogni anno partecipano in Italia a iniziative di volontariato, a titolo formale o informale. Quali sono gli ambiti maggiormente interessati e quali motivazioni spingono principalmente coloro che si rendono protagonisti delle attività non profit?

7 milioni di persone coinvolte: sono questi i volumi di partecipazione che, da qualche anno a questa parte, vengono riferiti alle attività di volontariato in Italia. Si tratta di una cifra rilevante, ma ancora migliorabile, se consideriamo che l’Italia si posiziona soltanto al 22esimo posto della graduatoria europea in questo settore.

VOLONTARIATO FORMALE E INFORMALE

Si parla di volontariato formale quando la persona che lo svolge aderisce a un ente e a un’organizzazione, entrando pertanto in un circuito ufficiale di sostegno e assistenza a favore della collettività. Viceversa, rientra nel volontariato informale o “individuale” ogni azione a favore degli altri che viene intrapresa personalmente senza il tramite di un’associazione preposta. È questo, ad esempio, il caso del supporto prestato a parenti o a persone del proprio vicinato che, a vario titolo, necessitano di aiuto e di soccorso. Secondo alcune statistiche, sui 7 milioni complessivi, le persone che fanno volontariato attraverso strutture dedicate sono 4 milioni, mentre i restanti 3 milioni operano, per l’appunto, individualmente.

VOLONTARIATO E DATI DEMOGRAFICI

Che età hanno le persone che fanno volontariato? Secondo alcune ricerche sarebbero più attive le persone comprese tra la fascia di età 4060 anni. Cittadini che lavorano e che quindi, in teoria, dispongono di meno tempo, ma che proprio attraverso la rete dei contatti professionali vengono stimolati a partecipare a esperienze di questo genere. Il legame tra lavoro e volontariato è centrale anche nell’adesione degli studenti che, proprio attraverso le azioni prestate, sperano di trovare più agevolmente sbocchi professionali. Altre indagini rilevano tuttavia anche un significativo coinvolgimento di persone appartenenti alla fascia d’età che va dai 60 ai 74 anni. Si tratta chiaramente di pensionati che ritrovano nelle iniziative non profit un senso di socialità e di appartenenza alla vita del proprio quartiere.

VOLONTARIATO E PROGRESSO SOCIALE

Se è indubbio che le attività di volontariato sono spesso ispirate da motivazioni religiose, l’adesione ad associazioni ed enti benefici è spesso sintomo di una coscienza politica e sociale. Le persone che maggiormente s’interrogano e riflettono sui problemi etici e civili tendono infatti a ricercare uno sbocco concreto che sia diretta emanazione della loro analisi personale.

DISTRIBUZIONE DEL VOLONTARIATO

Stando a stime recenti, le volontarie e i volontari italiani sono per il 56% impegnati nell’area della cultura, dello sport e delle attività ricreative, mentre un decisamente più ridotto 16% è coinvolto in azioni di assistenza sociale e protezione civile. Le percentuali rimanenti riguardano invece il settore sanitario, ambientale, religioso e istruttivo. I volontari sono quindi figure fondamentali in molti ambiti in cui le strutture statali presentano carenza di personale. Secondo le indagini di chi studia e ha studiato il fenomeno, oltre a favorire il bene comune, le persone che fanno volontariato sono più soddisfatte della loro vita e trovano appagante la loro esperienza di solidarietà. Un’ulteriore conferma dell’importanza del volontariato e della necessità di coinvolgere sempre più persone in questo segmento fondante della nostra società.

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